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Decreto accensione riscaldamento: le zone e gli orari

Il decreto di accensione del riscaldamento è pronto e firmato: ormai è già soprannominato così il provvedimento del Ministero della Transizione Ecologica che prevede il taglio orario e di temperatura per il riscaldamento nell’ormai prossimo inverno. Come ormai tutti sappiamo, si prevede un inverno duro dal punto di vista energetico, e in particolar modo per il gas da riscaldamento e da cottura.

Il governo italiano ha quindi deciso di mettere nero su bianco, e con decreto legge, una regolamentazione degli orari e delle temperature del riscaldamento per tutti gli italiani. Ci saranno debite eccezioni come per le strutture dove il riscaldamento è fondamentale, come per la salvaguardia dei degenti delle strutture sanitarie. Scopriamo tutto in questo articolo.

Decreto accensione gas: le decisioni del governo

Il governo ha deciso che i tagli che riguardano i riscaldamenti sono di 1 grado per quanto riguarda la temperatura e di 15 giorni per quanto invece riguarda il periodo di accensione dei termosifoni. La sforbiciata dovrebbe consentire un discreto risparmio sull’utilizzo del gas onde evitare problematiche di rilievo nazionale nell’approvvigionamento. Al momento le conseguenze dello sbilanciamento internazionale si sono sentite soprattutto in bolletta. Non è però escluso che possano esserci problemi di quantità di materia prima.

Il calendario è stato ridotto in modo uguale all’inizio e alla fine del periodo previsto: si parte otto giorni dopo il solito e si termina una settimana prima. La riduzione temporale si estende anche alla diaria: un’ora in meno al giorno per tutti. Per quanto riguarda la temperatura, è stato deciso di abbassare di un grado la temperatura massima cui poter accendere i termosifoni. La temperatura massima per gli edifici sarà quindi tra i 17 e i 19 gradi.  La misura dovrebbe garantire un risparmio di circa 2.7 miliardi di metri cubi di gas e ogni famiglia dovrebbe risparmiare circa 180 Euro.

Date e orari di accensione dei riscaldamenti

La penisola italiana è stata suddivisa in 6 zone, con lettere dalla A alla F, dalla più calda alla più fredda. Ad ogni zona è stato assegnato un calendario di accensione dei riscaldamenti con un numero massimo di ore previste.
In zona A si collocano località quali Lampedusa e Porto Empedocle, che potranno accendere i riscaldamenti per 5 ore al giorno dal’8 dicembre dal 7 Marzo. In zona B figurano grandi città del sud come Agrigento, Reggio Calabria, Messina o Trapani dove i riscaldamenti potranno essere accesi dall’8 dicembre al 23 marzo per 7 ore al giorno.

Nella Zona C grandi città costiere come Napoli, Imperia, Taranto e Cagliari, con 9 ore al giorno massime dal 22 novembre al 23 marzo. Città dal clima più rigido come Roma, Firenze, Foggia, Ancona e Oristano vedranno l’orario massimo di accensione di 11 ore dall’8 novembre al 7 aprile. Le grandi città del nord o dell’appennino interno come Milano, Torino, Bologna, Aosta e L’Aquila potranno accendere i riscaldamenti dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore al giorno. I luoghi in zona F – sono comprese Cuneo, Belluno e le zone alpine – non avranno limitazioni.

Il decreto non si applica a luoghi di cura, scuole materne e asili nido, piscine, saune e assimilabili e gli edifici che sono dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili. Le autorità comunali possono emanare provvedimenti motivati che autorizzino in caso di freddo severo, l’accensione degli impianti anche al di fuori dei periodi indicati, ma per le ore previste dal DM.

Alberto

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